"La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

I film usciti al cinema che concorrono agli IOMA 2013 (1 Aprile 2013 - 31 Marzo 2014)
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Godfew
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Godfew » Friday 22 November 2013, 14:03

ad un certo punto sono scoppiato a ridere, perché si era oltrepassato il ridicolo.
E' come un comico che ripete sempre la stessa battuta. Inizialmente fa ridere, ma poi diventa ridicolo.
quindi il ridicolo ti fa ridere o non ti fa ridere?
no perchè continui a contraddirti ripetutamente: prima dici che le 3 ore passano benissimo (però grazie alle attrici, come se a dirigerle fosse un barbone raccolto per strada), poi dici che è sgradevole (passa bene o è sgradevole?); poi dici che la scena di sesso di 15 min è una provocazione, ma che allo stesso non lo è perchè al cinema le scene di sesso lesbo non scandalizzano nessuno (??); per finire dici che il sesso esagerato è sgradevole ma che poi ti fa ridere. Sommando questi elementi, mi verrebbe da pensare che hai una passione smodata per il morboso e l'eccesso (forse anche per lo sgradevole). avatar e nickname non fanno altro che rafforzare queste mia deduzioni.
risultato: sei troppo emotivamente coinvolto per dare un opinione distaccata su questo film.
:coffee:
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Tyler_Durden
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Tyler_Durden » Friday 22 November 2013, 15:03

Diciamo che sei abbastanza fazioso, per cui ti piace intendere fischi per fiaschi di quello che scrivo. Ma non me la prendo. Facciamo assieme un'analisi logica, così magari capisci meglio a chi è attribuita una certa parola piuttosto che un'altra:
Godfew wrote: quindi il ridicolo ti fa ridere o non ti fa ridere?
ho scritto che la frequenza delle scene di sesso nella parte centrale del film oltrepassa il limite del ridicolo. Abbiamo tutti google, cerca il significato di "ridicolo" così magari capisci meglio la differenza che vi è rispetto a "ridere".
Godfew wrote: prima dici che le 3 ore passano benissimo (però grazie alle attrici, come se a dirigerle fosse un barbone raccolto per strada), poi dici che è sgradevole (passa bene o è sgradevole?);
Le 3 ore del film passano bene (la parola benissimo l'hai utilizzata tu), confermo, perché il film non è pesante, ha una storia solida, scritta in modo apprezzabile e interpretata magistralmente da delle ottime attrici.
La parola "sgradevole" è riferita alla regia. Tant'è che nel post successivo, quando rispondo ad andros, non dico che il film mi abbia infastidito, ma che "l'invadenza di questa regia mi ha infastidito parecchio".
Godfew wrote: poi dici che la scena di sesso di 15 min è una provocazione, ma che allo stesso non lo è perchè al cinema le scene di sesso lesbo non scandalizzano nessuno (??);
Tu hai scritto: "Non so che dire sull'ostentazione delle scene di sesso". Ma guarda un po'! Su questo concordiamo. Io mi son domandato: ma cosa dovrebbe stare a significare la lunghezza di quella scena di sesso? Cos'era? una provocazione? E nel caso in cui lo fosse stato, sarebbe stata una provocazione anche ipocrita (come vedi non sono passato in due frasi dal sostenere prima che fosse una provocazione e che poi non lo fosse, come vuoi far credere tu. Alla provocazione ho semplicemente aggiunto la parola "ipocrita") perché se il film avesse voluto scandalizzare davvero e costituire verso la morale sociale una provocazione vera e propria avrebbe dovuto osare mostrando quelle scene al maschile.
Io penso, a torto o ragione, che al cinema il sesso lesbo così esplicito scandalizzi molto meno di quello gay.
Questo è quello che volevo dire e, di fatti, è quello che ho scritto.

Godfew wrote: per finire dici che il sesso esagerato è sgradevole ma che poi ti fa ridere.
Sei tosto di comprendonio! Non ho mai detto che il sesso esagerato sia sgradevole. Ho detto che la frequenza con cui la regia mostra scene di sesso esplicito (e non esagerato, che era sempre un termine riferito alla regia) è sgradevole (= che non è gradito) e che faccia ridere, non nel senso che sia una commedia divertente, ma che faccia ridere perché l'eccesso è diventato ridicolo.
Ci arrivi alla differenza tra ridere e ridere ad un certo punto di ridicolo, o no?
Questo è quello che ho scritto:
Tyler_Durden wrote: Il susseguirsi così spropositato delle scene di sesso, specie nella parte centrale del film, a me francamente ha fatto ridere. E' la passionalità che viene sopraffatta dall'eccesso, dalla ricerca dello scalpore. E' questo il grande neo di questo film. Motivo per cui, visto che si parla già di "pioggia di nomine", considererò soltanto le attrici.
Cosa non ti è chiaro, non l'ho ben capito.
Godfew wrote: risultato: sei troppo emotivamente coinvolto per dare un opinione distaccata su questo film.
:coffee:
Se almeno capissi quello scrivo, eviteresti di fare il Giuliano Ferrara della situazione. :roll:

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by sandrix81 » Friday 22 November 2013, 18:44

C'è una scena lesbo di 15 minuti?!?! Cazzo ma ditele prima ste cose!
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by sandrix81 » Friday 22 November 2013, 18:44

Io comunque non ho google, ahimè, altrimenti sarei ricco.
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by sandrix81 » Friday 22 November 2013, 18:49

Tyler_Durden wrote: Le 3 ore del film passano bene (la parola benissimo l'hai utilizzata tu), confermo, perché il film non è pesante, ha una storia solida, scritta in modo apprezzabile e interpretata magistralmente da delle ottime attrici.
La parola "sgradevole" è riferita alla regia. Tant'è che nel post successivo, quando rispondo ad andros, non dico che il film mi abbia infastidito, ma che "l'invadenza di questa regia mi ha infastidito parecchio".
Praticamente è come dire che la pizza che ho mangiato oggi andava bene perché l'impasto era di prima qualità, il pomodoro saporitissimo e la mozzarella proveniente direttamente dalla riserva speciale di pulcinella, però era bruciata.
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Tyler_Durden » Friday 22 November 2013, 22:39

sandrix81 wrote:Praticamente è come dire che la pizza che ho mangiato oggi andava bene perché l'impasto era di prima qualità, il pomodoro saporitissimo e la mozzarella proveniente direttamente dalla riserva speciale di pulcinella, però era bruciata.
Te può dire quello che ti pare. Uno può anche dire che la pizza che ha mangiato aveva un impasto di prima qualità, il pomodoro saporitissimo e la mozzarella proveniente direttamente dalla riserva speciale di pulcinella, ma che però era bruciata.

Conosciamo tutti la tua summa per cui in un film esiste soltanto la regia.
Secondo me un film è fatto per la maggior parte dalla regia. Tuttavia anche uno Scorsese non potrebbe fare un buon film da uno sceneggiato di Moccia.
Io a questo film, come voto, ho dato 6.5, ragione per cui non lo ritengo tutto da buttare, ma con dei gravi difetti, costituiti per la maggiore dall'invadenza registica.

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by sandrix81 » Saturday 23 November 2013, 15:22

Tyler_Durden wrote: Uno può anche dire che la pizza che ha mangiato aveva un impasto di prima qualità, il pomodoro saporitissimo e la mozzarella proveniente direttamente dalla riserva speciale di pulcinella, ma che però era bruciata.
Certo che può. Ma se mi dice che quella pizza va bene, comincio a diffidare dei suoi canoni di giudizio.
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Benoni » Saturday 23 November 2013, 16:29

Boh, a me è parso un filmone della madonna. E' dai tempi de "Il nastro bianco" che non vedevo un film così potente, profondo e che si incentrasse in maniera così totale nell'analisi dell'animo. Sarà che a me in generale piace molto Kechiche, ma se dovessi trovare dei difetti dovrei seriamente arrampicarmi sugli specchi. Le attrici sono al top, la sceneggiatura e la regia da manuale e i ritmi sono giustissimi -io non mi sono mai annoiato.
E, ripeto, l'introspezione è dolorosissima, sembra quasi che scavi, scavi e torturi la protagonista nel profondo. Sarà anche che mi sono molto immedesimato nel personaggio di Adele per i cazzi miei...

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Godfew » Monday 25 November 2013, 11:34

Tyler_Durden wrote:Sei tosto di comprendonio! Non ho mai detto che il sesso esagerato sia sgradevole. Ho detto che la frequenza con cui la regia mostra scene di sesso esplicito (e non esagerato, che era sempre un termine riferito alla regia) è sgradevole (= che non è gradito) e che faccia ridere, non nel senso che sia una commedia divertente, ma che faccia ridere perché l'eccesso è diventato ridicolo.
Ci arrivi alla differenza tra ridere e ridere ad un certo punto di ridicolo, o no?
grazie per la lezione di italiano, ma in quello che hai scritto continuo a vedere una preoccupante coincidenza tra lo sgradevole e il divertente (nel senso di ridere).
ma evidentemente sono proprio tosto di comprendonio.
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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by ermejofico » Friday 6 December 2013, 15:52

Notavo ieri di passaggio in Gromo che "Nocturno" approfitta del film per uno special lesbo movie e "La rivista del cinematografo" ne parla come del film più bello del secolo. Non c'è più religione!

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by cirokisskiss » Thursday 26 December 2013, 21:42

La vita di Adele è la perfetta rappresentazione di come il mezzo cinematografico possa letteralmente essere sfruttato come cursore di una rappresentazione esistenziale parallela alle più autentiche prove di stratificazione e minuziosa morbosità nei riguardi di un percorso antropologico che non mostra verità nascoste, anzi, si diletta nel catturare la più "elementare" bellezza del quotidiano vivere, così come quello della staticità e della sospensione, di quei blocchi che prendono per la gola il sereno arieggiare del percorso. Alienato da qualsiasi vezzeggiamento ad un dinamismo formalmente artefatto, Kechiche rifiuta di sfruttare le complesse macchinazioni di un sistema di scrittura che porti ad una struttura dipendente ad un prototipo scolastico, convenzionale, aggrappato ad una storia che debba avere delle premesse virate ad uno scopo ben preciso, ad una morale o ad un fine debitore; Tutto quello a cui è devoto è la formazione della sua protagonista, che non segue schemi, inaspettata, incoerente, adolescente, un fiume in piena che segue una caratterizzazione perfettamente congeniata, sfruttata al massimo delle sue capacità, una ramificazione di sfumature di rara fattura che viene contestualizzata ad un panorama omosessuale forse non imprescindibile, ma centrato. L'equilibrio di sceneggiatura riesce a mantenere le 3 ore di durata, anche se in alcuni frangenti risente della sua voluta staticità, perdendo, di quando in quando, la focalizzazione su determinati eventi, o su un prosieguo bruscamente interrotto da una ricercata abitudine di soffermarsi sulla esplicita sessualità del rapporto, indugiando senza particolare necessità. Non sembra invece reggere la prolissità della pellicola, l'apporto essenziale di Kechiche, ossia la regia, la quale sembra inizialmente capace di incorporare una differenza aggiuntiva col suo scrutare naso a naso, con la sua macchina in perpetuo, ma pulito, movimento, diventando a lungo andare troppo invadente, quasi pruriginoso ed estenuante in dirittura d'arrivo. Poche e futili argomentazioni si sprecherebbero per le protagoniste, sopratutto per la Exarchopoulos che si cimenta in una prova di rarissima e incantevole naturalezza.
Last edited by cirokisskiss on Thursday 26 December 2013, 22:43, edited 2 times in total.

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by alinti » Thursday 26 December 2013, 21:59

cirokisskiss wrote:La vita di Adele è la perfetta rappresentazione di come il mezzo cinematografico possa letteralmente essere sfruttato come cursore di una rappresentazione esistenziale parallela alle più autentiche prove di stratificazione e minuziosa morbosità nei riguardi di un percorso antropologico che non mostra verità nascoste, anzi, si diletta nel catturare la più "elementare" bellezza del quotidiano vivere, come quello della staticità e della sospensione, di quei blocchi che prendono per la gola il sereno arieggiare del percorso. ...
Qui il fattore "che cazzo significa" è molto alto
.

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by cirokisskiss » Thursday 26 December 2013, 22:40

alinti wrote:
cirokisskiss wrote:La vita di Adele è la perfetta rappresentazione di come il mezzo cinematografico possa letteralmente essere sfruttato come cursore di una rappresentazione esistenziale parallela alle più autentiche prove di stratificazione e minuziosa morbosità nei riguardi di un percorso antropologico che non mostra verità nascoste, anzi, si diletta nel catturare la più "elementare" bellezza del quotidiano vivere, come quello della staticità e della sospensione, di quei blocchi che prendono per la gola il sereno arieggiare del percorso. ...
Qui il fattore "che cazzo significa" è molto alto
Take your time :lol:

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Clementine » Sunday 12 January 2014, 21:51

Boh, non ho visto il capolavoro. L'ho trovato affascinante per alcune cose, ma pesante, morboso e insostenibile per altre. Attrici bravissime.
"Ti ho salvato la vita due volte ragazzo, dovrei essere Dio per te! E Dio dà e Dio si riprende!" John Fitzgerald - The Revenant

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Re: "La vita di Adele" di Abdellatif Kechiche

Post by Benoni » Sunday 12 January 2014, 22:11

Io invece continuo a pensare che sia il film dell'anno, e The Grandmaster dietro con Il caso Kerenes.
Un capolavoro assoluto. E' pesante e morboso perchè la regia è l'esatta trasposizione dell'animo della protagonista.
E poi a me non è sembrato così pesante... anzi. :shock:

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