Discussioni sui film usciti al cinema che concorrono agli IOMA 2015 (1 Aprile 2014 - 31 Marzo 2015)
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Di cirokisskiss
#301299
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The Congress
Titolo originale: The Congress

Nazione: USA
Anno: 2013
Genere: Fantascienza
Durata: 131'

Regia: Ari Folman

Cast: Robin Wright, Harvey Keitel, Jon Hamm, Paul Giamatti, Kodi Smit-McPhee

Produzione: Bridgit Folman Film Gang, Pandora Film, Opus Film, ARP Selection, Entre Chien et Loup, Paul Thiltges Distribution
Distribuzione: Wider Films

Data di uscita: 12 Giugno 2014

Trama:
Robin Wright si lascia scansionare dalla Miramount per la creazione di avatar digitali che la grande azienda cinematografica potrà sfruttare a suo piacimento, inserendo l'attrice in qualsiasi tipo di film di prossima produzione. Per i successivi vent'anni la Wright sarà costretta a frequentare il congresso Miramount Nagasaki come ospite d'onore fino a quando, in un mondo cambiato e dalle apparenze fantastiche, sarà testimone di una nuova invenzione che le offre la possibilità di vivere il suo film su richiesta, seguendo una semplice prescrizione.
Ultima modifica di cirokisskiss il martedì 3 giugno 2014, 12:46, modificato 1 volta in totale.
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Di cirokisskiss
#301300 Ari Folman elabora una tesi esistenzialista/cinematografica che alza il tiro sulle sue capacità immaginative, rincorrendo un'equilibrio omogeneo, dalla non così scontata riuscita, contemperando l'animazione come suo cavallo di battaglia, estrema fantasia dalle possibilità espressive pressapoco illimitate e un live action, posto da introduzione, che riflette sull'industria dei sogni dalle possibilità ormai precluse e soppresse e su relazioni familiari che sollecitano una particolare energia. La realizzazione dell'introduzione in live action esemplifica e affievolisce quello che poteva essere una mostra tediosa e retorica del decadimento etico dell'industria cinematografica, puntando il dito quasi esplicitamente su nomi che non hanno bisogno di decodificazione, lieve andamento che solletica un'attenzione interessante ed interessata che pare però contenersi eccessivamente sia nella sua composizione registica sia nel suo fulcro argomentativo, che specula su una morte recitativa enfatizzando le modalità di sostituzione che non trova però una corrispettiva credibilità neanche quando si è ormai in procinto di un cambio di registro che annulla la considerazione su ogni sorta di realismo. Quando si entra nel vivo della sua inarrestabile immaginazione, Folman crea un mondo che sotto piccole/grandi reazioni tira le somme di tutte le trattazioni messe in evidenza precedentemente, un fiume in piena che eccede e crea un punto di risoluzione tramite la meraviglia della sua tecnica d'animazione, travolgendo gli oggettivi difetti di contenuto sotto l'onda cerebrale della fantasia e dell'emozione, sublimando gli scetticismi nonostante la caotica struttura dell'operazione
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Di ermejofico
#301365 La prima parte è decisamente didascalica (l'attore artificiale), la seconda completamente fuori di testa. Troppa roba automaticamente poetica (l'aquilone, il deserto, il battito cardiaco...), forti componenti ricattatorie per lo spettatore. Divertente il veto posto dalla protagonista scannerizzanda in merito ai film Fantasy. Tanti temi interessanti; peccato averli trattati in modo cosi supponente ed approssimativo.
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Di Blue
#302816 Ci sono buchi di sceneggiatura non da poco (anche tenendo presente il genere e l'evoluzione della vicenda) però l'ho trovato dannatamente affascinante e ci sono dei momenti molto alti (anche se in generale abbastanza mal sfruttati).
Il figlio simil-autistico che anticipa tristemente quello che sarà il futuro, la sequenza della digitalizzazione della protagonista, l'incontro con l'animatore che le ha dato vita per vent'anni innamorandosene senza averla mai vista e poi tutta la parte animata che ha una potenza visionaria non indifferente.
Il finale (anche se non certo originalissimo) getta uno sguardo terribilmente malinconico sulla vita umana.
Insomma un insieme certamente caotico e non totalmente finito che però in qualche modo tratta temi e tocca corde che colpiscono lo spettatore.
Meglio rischiare senza riuscire completamente nei propri intenti che non il compitino di tanti altri film.

Richter non ai livelli capolavorici di 'Waltz with Bashir", ma sempre sulla cresta dell'onda ("Forever Young" su quelle immagini è potentissima)... bravissima anche la Wright (e Keytel).

72/100
Iomabilità: attrpro Wright, colonnasonora, film europeo
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Di andros
#303992 Ho appena finito di vederlo, e mi ha turbato profondamente.
Al di là dell'aspetto realizzativo, capace di evocare in maniera molto efficace il trasferimento verso un piano della realtà diverso da quello fisico, trasportandoci in un'altra dimensione, mi ha colpito il turbamento della protagonista, in una ricerca continua e impossibile della propria identità. Fin dall'inizio, le viene chiesto di essere ciò che non è, di annullare la propria identità, per diventare qualcos'altro. Dopo vent'anni di annullamento, si ritrova non solo a non conoscere più sé stessa ma a perdere contatto con la realtà e soprattutto con i propri familiari, in un'atmosfera di desolazione e di alterità pervasiva, suggerita anche dalla mancanza di coerenza/identità di tutto l'ambiente che la circonda.
Dopo la parabola immaginifica, sceglie di riprendere possesso della propria vita, ma quella vita non c'è più, è svanita, anche a causa della sua assenza. Non le rimane che una sola possibilità, un'unica scelta. Identificarsi con il figlio, riformulando e rivivendo il percorso di lui, in un disperato tentativo di ritrovarlo. Ma ho l'impressione che questo percorso avvenga solo nella sua testa, in altre parole non avviene realmente.
Un livello di poesia pazzesco e una riflessione sul senso di identità/alterità che mi ha lasciato senza speranza.
Per quanto mi riguarda, è nominabile ovunque.
Sarà il film di apertura del festival, spero che qualcuno rimanga a vederlo fino alla fine.
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Di FlatEric
#304118 E' vero, non è perfetto anzi ha vari difetti, è abbastanza complesso, ha buchi vistosi, non è la cosa più fruibile del mondo. Ma ha tantissimo fascino, le immagini sono magnetiche, la colonna sonora è davvero notevole e anche le prove attoriali - personalmente ho adorato Giamatti in quei 5 minuti che gli spettano.
Alla fine ti lascia con un gran magone.
Da considerare per qualche longlist.