Discussioni sui film usciti al cinema che concorrono agli IOMA 2015 (1 Aprile 2014 - 31 Marzo 2015)
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Di cirokisskiss
#301266
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Alabama Monroe - Una storia d'amore
Titolo originale: The Broken Circle Breakdown

Nazione: Belgio
Anno: 2013[
Genere: Drammatico
Durata: 110'

Regia: Felix Van Groeningen

Cast: Veerle Baetens, Johan Heldenbergh, Nell Cattrysse, Geert Van Rampelberg, Nils De Caster

Produzione: Menuet Producties, Topkapi Films
Distribuzione: Satine Film

Data di uscita: 8 maggio 2014

Trama:
Tra Elise e Didier è amore a prima vista, nonostante le evidenti differenze di carattere. Elise ha un negozio di tatuaggi, suona il banjo in una band, ha vistosi tatuaggi ovunque ed è con i piedi ben saldi per terra. Didier, invece, ama parlare, è ateo convinto ed è un ingenuo romantico. La loro felicità è completata dall'arrivo della figlia Maybelle, che a sei anni però si ammala gravemente. Didier ed Elise reagiscono in maniera molto diversa ma Maybelle non lascia loro altre alternative al dover lottare insieme.
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Di cirokisskiss
#301267 Alabama Monroe pare erigersi sui dettami di un manifesto che elabora il melodramma sulle attitudini della vastità di titoli appartenenti ad una costruzione filmica indissolubilmente aggrappata all'estrema americanizzazione del genere, confutando quindi l'idea che lo stesso non possa conseguirsi attorno ad un'identità europea a meno che non si proponga sotto vincoli autoriali non in grado di alleggerire la portata di un'espressione conforme e predisposta al suo romanzarsi ad oltranza, sfruttando al meglio gli artefatti più consoni ad una riuscita emozionale delle più spaziose, per alcuni irrinunciabile. La personalità è la passione per il folclore americano si pone alla base non solo di un disarmonia tra persone e paesaggio (anche se quest'ultimo non trova una precisa contestualizzazione geografica) ma dell'intero assetto e svolgimento degli eventi, il racconto di un'amore, del suo alimentarsi e del grande dolore che demolisce l'incanto, che centra e sfrutta ogni singola potenzialità di tale canone, stemperandolo con le singolari formazioni dei suoi protagonisti. Non si può però rimproverargli il saper manovrare la materia con una certa classe, in vista sopratutto di una tematica perennemente in bilico tra facili pietismi e abuso del dramma, centrando un punto di sobrietà che non oltrepassa i limiti del ricattatorio, soppesando il dolore, equilibrandolo con personaggi che nonostante la loro "prigionia" cercano di evadere, ritrovando una libertà che regge il giusto tempo di reazione, ammorbidendo la caduta libera del finale. Sovverrebbe un giustificato raffronto col recente "La guerra è dichiarata" accomunati da intenzioni e provenienza di stretta parentela, confronto con la quale basterebbe mettere in evidenza l'audacia e la manovra di "sperimentazione" del francese per affossare le tesi ideologiche di questo film relegandolo alla sola e consueta sufficienza.
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Di Benoni
#301293 Devo dire che sono rimasto un pochino deluso. Lo pompavano come un film indimenticabile, unico, ma per me così non è stato. Sarà che ci ho fatto il callo, ma le storie di malattia non mi colpiscono più così tanto. Inoltre è doppiato davvero col... Tuttavia è ammirevole come il regista abbia saputo mostrare l'impatto psicologico di una simile perdita in un nucleo familiare, e gli interpreti sono bravissimi.
Orginiale l'idea di mostrare tutto ciò su uno sfondo bluegrass molto interessante.
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Di Marco
#301410 Dopo questo film l'unico modo per sorridere è uscire con gli amici, sconsigliato a chi sa che passerà il postcinema a casa :lol: :lol: :lol:
Troppo triste, non molto...troppo...
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Di Blue
#302350 Tutta la prima parte mi è piaciuta poco... canonica è anche un pò facilona.
Poi dopo
Spoiler: Rivela
la morte della figlia e la (non) elaborazione del lutto
il film diventa bellissimo, con un gran montaggio e due interpretazioni gigantesche, soprattutto da parte della Baetens.
L'ultima inquadratura davvero potentissima... grande colonna sonora.

75/100
Iomabilità: attpro Heldenbergh, attrpro Baetens, montaggio, sceneggiaturanonoriginale, film europeo
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Di AldoTheApache
#302374 Copio anche qui il mio commento scritto tempo addietro su un altro forum.

Non che il mio giudizio conti molto in proposito, ma guardando gli altri principali candidati voglio farmi un'idea delle possibilità di vittoria per Sorrentino.
Tra le critiche a La grande bellezza ho letto che è un film fatto a tavolino per gli americani e per gli Oscar, che ritrae una tipologia di italiani affascinanti per coloro che vivono oltreoceano, ecc...
Per riassumere il candidato belga si potrebbe invece dire che è un film americano ambientato in un altro Paese e girato in un'altra lingua.
A tal proposito basti dire che i due protagonisti hanno più differenze che similitudini e ciò che li lega è la passione per la cultura americana.
Questa stessa cultura arriva a influenzare più o meno direttamente un importante evento nella vicenda (non dico altro per anticipare il meno possibile sulla trama), da cui il protagonista maschile ne approfitta per rinnegare gli ideali degli USA che fino a un momento prima ammirava. Tuttavia anche questo fa parte del gioco, tanto più che le battute finali sono meno cattive e meno amare di quanto visto sino a quel momento.
Il film si distingue per la narrazione lineare e per un certo aspetto vintage che appunto richiama diversi film americani.

Voto: 7

Aggiungo che nella lista dei film europei nonostante tutto ho inserito questo al posto di quello dei Dardenne che proprio faccio fatica a digerire.
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Di lestat79
#302434 Confesso che è un film che alla prima visione non mi ha convinto al 100% eppure mi ha lasciato addosso la voglia di rivederlo. Buon segno credo
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Di Blue
#302438 A me un pò dispiace che sia stato così poco apprezzato (o meglio giudicato carino o poco più).
Per me non è affatto un film sulla malattia (e infatti quella parte non voglio dire che sia orribile ma insomma) ma semplicemente un film sul legame inscindibile e irrazionale che si instaura tra due persone (che romanticamente possiamo chiamare amore... ma c'è ben altro nel film e nella realtà) nella sue evoluzione di fronte alle vicissitudini della vita (che qui sono più 'pesanti' della media). Ci sono perle nella seconda parte di film che sono tra le cose migliori e più toccanti dell'anno (ed è vero quello che dice lestat sulal voglia di rivederlo)... il dialogo prima dell'ultima esibizione, la regia dell'ultimo brano eseguito dai due ma anche la semplice visita al negozio dopo che lei se ne è andata... per non parlare dell'ultima inquadratura.

Boh magari il doppiaggio è talmente orrendo che rovina la liricità del tutto... a questo punto spero che almeno ce la facciano la Baetens e Heldenbergh per la longlist.

Chi lo deve ancora recuperare se lo veda sottotitolato.
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Di FlatEric
#302452 Per me invece è davvero un buon film. Ho avuto la fortuna di vederlo sottotitolato, e le performance sono davvero di livello, come anche il fatto che il film affronta sì una malattia, ma ciò che interessa a Van Groeningen è la relazione tra coloro che restano dopo la malattia e ciò che affrontano. L'ho trovato molto toccante e quasi mai retorico.
Non è un film perfetto, ma è uno di quei film che scavano qualcosa dentro e restano lì a lungo. Io l'ho visto alla sua uscita nelle sale e me lo ricordo come se fosse ieri. Per me da longlist tranquillamente, e anche qualcosa di più in alcune categorie.

Da recuperare assolutamente!
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Di andros
#303958 Finalmente l'ho visto.
Quello che non capisco degli iomesi è che davvero fate le crociate contro il patriottismo (inesistente o cmq non voluto) di American Sniper e poi vi lasciate abbindolare dal film più ruffiano, filo-americano e leccaculo dell'Academy mai fatto!
Bandiere americane che nemmeno in USA se ne trovano tante, musica tutta country american style come se il Belgio non avesse una cultura musicale, scivolate in dichiarazioni d'amore escplicite verso il "Paese più libero al mondo" e soprattutto... No ma dico, veramente soprattutto il discorso di Bush dopo l'attentato alle torri gemelle..!
Salverò la musica di questo film, ma non quella country, bensì la score in sottofondo, nient'altro.. Per carità!