"L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Discussioni intorno ai film che nel complesso risultano i migliori.
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nicoburton
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by nicoburton » Saturday 9 October 2010, 11:13

So una sega non ho visto un tuo commento al film..
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sandrix81
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by sandrix81 » Saturday 9 October 2010, 13:15

eh hai ragione, sto aspettando che lo pubblichino.
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sandrix81
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by sandrix81 » Monday 11 October 2010, 17:40

infine, eccolo.


ESSERE UMANI IN 3D

I quattro elementi e la magia elementale, i popoli e le etnie dell’Asia, i due pesci Yin e Yang, templi buddhisti e monaci tibetani, meditazioni e visioni, insegnamenti zen e taoisti, taijiquan e arti marziali, storie di invasioni e grandi dinastie, spiriti, tradizioni e pergamene. Un gran bel minestrone (in salsa agrodolce), un bignami di cultura orientale for dummies: ecco cosa non è l’ultimo film di M. Night Shyamalan.
Sebbene il materiale di partenza sia quello – la serie animata da cui il film è tratto è un curioso prodotto americano che sembra essere di sincera fascinazione per un mondo così lontano (non solo planimetricamente), ma che tradisce continuamente, non solo nello stile, il narcisismo egocentrico caratteristico della propria tradizione culturale – Shyamalan di fatto relega tutto sullo sfondo, per lasciare in primo piano ciò che da sempre gli interessa di più: l’uomo. L’essere umano con ogni probabilità è l’unico vero elemento in 3d, all’interno di un film in cui il protagonista è un eroe che deve mettere pace ad un conflitto globale ma che, lo dice espressamente, non vuole fare del male a niente e nessuno. L’avatar è il più potente degli umani ma è di natura non violento, è una sorta di incarnazione dell’equilibrio e dell’armonia su cui si regge il mondo degli uomini, e in quanto tale il personaggio di Aang è assolutamente centrale nella poetica di Shyamalan, che l’ha fatto suo calandolo – rispetto all’originale – nel contesto della crisi del soggetto caratteristica dei protagonisti di tutti i suoi film.
Rispetto al ragazzo sicuro di sé e spavaldo del cartone animato, l’Aang di Shyamalan è un personaggio infinitamente più tormentato, deve accettare la propria identità e il proprio ruolo nel mondo prima che gli eventi possano prendere la giusta piega; esita ad affermare di essere l’avatar per paura del peso delle responsabilità, e non è un caso che i momenti chiave dal punto di vista della messa in scena si snodino attorno a questo processo di autoaffermazione, come peraltro avveniva, in particolare, anche per il personaggio di Cleveland in Lady in the water. Anzi, in questo senso, la scelta di una trilogia che parte dal Libro dell’Acqua (difficile prevedere la realizzazione dei successivi capitoli, ancora più difficile che possa essere sempre Shyamalan a dirigerli) consente all’autore anche di insistere ulteriormente sulla grande intuizione teorica sintetizzata da Bauman nella metafora di Modernità liquida.
Il film rompe il ghiaccio, nella maniera più letterale possibile, proprio con l’ingresso in scena del (probabile) avatar, e vive i suoi due momenti filmicamente più felici proprio quando, primo, Aang annuncia di essere l’avatar, e, secondo, accetta davvero dentro di sé questo ruolo.
Il long take della ribellione dei dominatori della terra nel campo di concentramento, primo di quei due momenti, è una vera perla di tecnica cinematografica – delizia tanto per l’appassionato esigente quanto per lo sgranocchiatore selvaggio alla legittima ricerca di cento minuti di buio mentale – assolutamente (ed è questo che conta) a servizio del discorso del film. L’avatar si annuncia al rassegnato popolo della terra per scuotere gli animi e la situazione, e il film non può che scuotersi da par suo, con l’introduzione di una tipologia di soluzione linguistica che ricorda (ma sì, esageriamo!) l’impatto rivoluzionario di Welles e Renoir; la macchina da presa si destreggia tra le fiammate, le zolle volanti e le folate di Aang con la stessa armonia di quelle “armi” naturali, lo sguardo sembra un ulteriore elemento a sé stante e Shyamalan il suo dominatore.
Il momento chiave (il secondo dei due di cui sopra) risolutore, tipico anche questo dell’intera filmografia di Shyamalan, si avvicina, ancora una volta, più in particolare a Lady in the water. Aang, come Cleveland, per compiere la sua missione deve far sì che tutti si fidino di lui, perché la sua missione è sì di fermare la guerra, ma più approfonditamente è quella di ritrasmettere agli uomini la capacità di vivere gli uni con gli altri, di interagire e di comunicare, capacità che hanno perso gli uomini del mondo di Aang come quelli del nostro mondo in E venne il giorno, e anche come gli inquilini del condominio di Lady in the water. Come Cleveland si liberava del segreto che gli precludeva la fiducia dei condomini, e come Elliott e Alma abbandonavano la mediazione per tornare a trasmettersi amore faccia a faccia, anche Aang deve buttare giù le barriere, far scorrere le emozioni dentro di sé per esprimere a tutti la propria potenza, la propria essenza, trasmettere il proprio messaggio di fiducia e speranza perché si torni a vivere gli uni con gli altri con umanità.
Aang, trasmigrazione dell’eletto Neo ancora alle prese con «le enormi macchine di metallo», è dunque l’ennesimo catalizzatore di umanismo del cinema di Shyamalan. In fondo viene detto chiaramente qual è il suo potere: «Potrebbe cambiare i cuori; è proprio nei cuori che si vincono tutte le guerre».
Era inevitabile che un autore come il filadelfiano giungesse prima o poi al fantasy vero e proprio e, dopo aver rifiutato la direzione di due capitoli di Harry Potter (ovvero due certezze al box office, che ne avrebbero dunque rilanciato le azioni), ha scelto di affrontare il genere partendo per la prima volta da un soggetto non suo (e forse a questo si deve la prima voce narrante off del suo cinema), ma che potesse rendere assolutamente suo tramite la scrittura filmica (sulla scia della lezione dei grandi maestri, da Hitchcock a Truffaut) e che gli permettesse di portare avanti la sua poetica umanista e le sue idee sul cinema e sul mondo, anche partendo da un materiale vicino a quelli con cui lavora abitualmente ma osservato da un’ottica del tutto trasversale. O non sarebbe l’ultimo dominatore dello sguardo.
Last edited by sandrix81 on Sunday 27 February 2011, 16:39, edited 1 time in total.
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by wilkinson10 » Tuesday 12 October 2010, 2:55

mah.
ti preferivo quando t'esaltavi per huillet e straub

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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by grouchoromano » Tuesday 12 October 2010, 8:00

Concordo con Wilkinson...
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by Blue » Wednesday 13 October 2010, 20:56

Vedendolo ho avuto la stessa sensazione (sebbene molto più marcata) di quando vidi la Battaglia dei Tre Regni... immagino ci siano state delle belle sforbiciate qua e là per diminuire il minutaggio... cosicchè alkune scene risultano monke e qualke dialogo un pò campato in aria.
Cast pessimo tolti due o tre elementi (tra i quali l'avatar e lo zio del milionario)... alkuni dialoghi da teletubbies... e in generale una sceneggiatura non propriamente eccelsa.
Grandiose davvero le scenografie... ottimi gli effetti speciali e solita colonna sonora di livello di Newton Howard... senza dimenticare qualke bella pennellata dietro la mdp di Shyamalan (poke ahimè).
Sufficienza e stop.

Voto: 6
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by cirokisskiss » Sunday 17 October 2010, 11:56

Inutile e superficiale...Shyamalan non si rialza affatto :(

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leonardo
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by leonardo » Sunday 9 January 2011, 21:44

visto
Sand ma come si fa a mettere 9 a questo film :lol:
con tutto l'amore che puoi provare per M.Night.... davvero perdi ogni pudore ;)


Comunque... devo dire che mi aspettavo di peggio.
Alla fine il film è decentemente godibile e ha fatto i suoi discreti incassi
150 mld budget e 300 incassati in tutto il mondo
Quello che dispiace è che Shyamalan aveva tra le mani un materiale affascinante, la guerra tra gli elementi è di per se qulacosa di cinematograficamente molto affascinante e con gli effeti speciali di oggi ci si può davvero divertire.
Ed in effetti il film dal punti di vista di scenografie ed effetti speciali ha i suoi punti di forza da offrire. M.Night sembra gradire e alcune sequenze sono piuttosto riuscite.
Quello che stupisce però è come nonostante le possibilità sia venuto fuori un film così incredibilmente innocuo e banale sia dal punto di vista sostanziale che "visivo"

Una sceneggiatura che definire "terra terra" è clemente (la traduzione e il doppiaggio italiani poi....vabbè.... )
E una scelta di cast tra le più colossalmente inaudite della storia del cinema.
un disastro totale.
Come è possibile annientare totalemente qualsivolgia carisma e personalità a qualsivoglia personaggio di questa storia?????
(ma cazzo, se pensiamo a Gandalf, Frodo, Bilbo, Aragorn, Legolas, Gollum.... per bacco! Là non c'è solo una storia dietro! C'è un casting ben fatto, degli attori bravi e che recitano con convinzione i loro assurdi personaggi, una regia attenta che li cura e fornisce loro possibilità di approfondimento)

Invece qua colpa del regista quanto degli attori quanto della produzione che forse (volendo salvare un po' M.Night, ha imposto alcune attori) è tutto veramente un disastro.
A questo uno Shyamalan comunque troppo poco coraggioso nella gestione delle scene spettacolari e troppo a disagio nella gestione di un kolossal (per bacco le comparse sono veramente comiche e spaesate.... ma pensate a quelle del TITANIC ad esempio)
Non parliamo del maestro d'armi... certe mosse e certi combattimenti sono osceni...
E allora nulla si può fare perchè un filmetto con effetti speciali faccia un passo verso il racconto di una leggenda, verso sequenze da antologia, verso scene memorabili, ma anche solo verso uno spettacolare blockbuster!

resta un film del quale si intravedono le potenzialità in un affascinante racconto e in affascinanti guerre tra acqua fuoco terra e aria che si lascia anche guardare (tra qualche sghignazzo e stortura di naso) ma a cui dispiace davvero non poter dare più di un 6....

Comunque M.night almeno non si è del tutto perso.... Ma certo...la risalita è dura




p.s. posto un resoconto dei film di Shyamanlan avendo notato coem la separazione dalla Buena Vista non gli abbia giovato sia in termini di box office che di qualità...

The Last Airbender Par. $131,772,187
The Happening Fox $64,506,874
Lady in the Water WB $42,285,169
The Village BV $114,197,520
Signs BV $227,966,634
Unbreakable BV $95,011,339
The Sixth Sense BV $293,506,292

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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by Hawke » Wednesday 19 January 2011, 11:04

cacchio ma io lo devo ancora vedere!!!
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by leonardo » Wednesday 19 January 2011, 11:06

no! ma lo devi troppo vedere! scusa.....non può mai essere che non hai visto il vincitore IOMA della stagione per Sand!!!! :nono:

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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by leonardo » Wednesday 19 January 2011, 11:09

hum...mi correggo....guardando il Diario se la gioca in singolar tenzone nientemeno che con Innocenti bugie della coppia Cruise/Diaz
:shock:

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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by sandrix81 » Wednesday 19 January 2011, 18:20

e From Paris with love.
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by leonardo » Wednesday 19 January 2011, 22:48

quello non l ho visto ti ho lasciato il beneficio del dubbio...
anche se :roll:

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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by Hawke » Sunday 23 January 2011, 10:19

coerente per stile e poetica, personalissimo e pieno di passione.
ma ragazzi, non mi ha preso per nulla...penso di avere una sorta di rigetto naturale per qualsiasi "fantasy con bambini". E' un problema serio. :roll:
tra i vari harry potter, narnia, eragon ecc...questo è il primo che riesco a portare alla fine. Il chè non può che accentuare tutta la mia stima per shy.
Però stima e basta...ecco.
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Re: "L'ultimo dominatore dell'aria", di M. Night Shyamalan

Post by Hawke » Sunday 23 January 2011, 10:39

ho letto lo scritto di Sandrix che inserisce perfettamente il milm nella filmografia di Shy, trovandone i tòpos ed evidenziandone nel complesso stile e poetica... però poi, a livello prettamente e rudemente ludico il film è tutt'altro che esaltante. Forse questo dipende dal target a cui il film si rivolge (e sì, sono convinto esistano dei target) che non mi include. O forse manca quella imprevedibilità nelle azioni e reazioni dei personaggi, quel balletto sul filo dell'assurdo che tanto faceva storcere il naso ai detrattori ma che personalemnte mi ha fatto amare praticamente tutti i suoi film precedenti. In pratica, provo a ipotizzare, manca proprio la sua mano in fase di scrittura...
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